Melandri resta alla finestra
Il pilota italiano è rimasto a piedi dopo l'uscita della Kawasaki dalla MotoGp: "Mercoledì l'ex team manager Michael Bartholemy deve dirmi se è disposto a correre con le moto 2009 in un team privato. E per il 31 aspetto una proposta del mio ex team" MILANO, 19 gennaio 2009 - La speranza è sempre l'ultima a morire. Anche per Marco Melandri, che sognava il riscatto con la Kawasaki dopo un anno orribile in Ducati e all'improvviso si è ritrovato a piedi dopo l'uscita della scuderia giapponese dalla MotoGp.
TELEFONATE - "Mercoledì prossimo - ha spiegato il pilota - aspetto una telefonata dell'ex team manager Kawasaki Michael Bartholemy che ci dirà se è disposto a correre con le moto 2009 in un team privato. Poi il 31 gennaio dovrebbe arrivare una proposta dalla Kawasaki: dovrebbero dirmi se avrò tutto il mio ingaggio, una buonuscita o nulla. Mi auguro che la proposta non sia di andare a lavorare in Giappone in negozio".
RISCATTO MANCATO - "Per me doveva essere la stagione del riscatto - ha raccontato Melandri -, e invece l'anno è iniziato male ed è finito peggio. Una mattina ho acceso il cellulare mentre ero in vacanza e un sms del mio manager Andrea Vergani mi ha informato che la Kawasaki era uscita dalla Moto Gp. Ho sentito confusione, rabbia, scoramento alternato a voglia di lottare".
SITUAZIONE - "Di sicuro in questo momento non mi sento un pilota Kawasaki. Ho il coltello dalla parte della lama, sono all'oscuro di tutto, non so come sono andati gli ultimi test, in questa situazione non posso fare altro che aspettare". Si era parlato anche di Melandi con la Honda Gresini:
"Mi sono informato con loro dopo aver letto della cosa con la stampa, ma non ci sono i mezzi per mettere in piedi un'altra moto - taglia corto Melandri -. Quel che è certo è che non mi adeguerò a correre con una moto meno competitiva (la Kawasaki versione 2008, ndr) né penso per ora ad altre competizioni come la superbike. Piuttosto sto fermo un giro e rientro nel 2010". E poi una battuta: "Magari nel frattempo vado all'Isola dei famosi...".
Stoner in staccata su Rossi
"In 5 possiamo batterlo" 
MILANO, 26 gennaio 2009 - "Per battere Valentino Rossi non abbiamo bisogno di nulla più di quello che abbiamo mostrato lo scorso anno alla fine della stagione". È un Casey Stoner combattivo, in vista del prossimo mondiale di motociclismo, quello che parla dal sito della MotoGP, convinto di poter riportare il numero 1 sulla carena della sua Ducati strappandolo al pilota Yamaha.
TEST - Casey è ottimista, al punto da sbilanciarsi in modo anche piuttosto netto: "Se le cose andranno bene, sappiamo di essere abbastanza veloci per vincere - aggiunge l'australiano - e non siamo comunque soli: Dani Pedrosa può riuscirci, Jorge Lorenzo anche e ci sono probabilmente un altro paio di piloti che possono farlo". Causa l'intervento al polso sinistro (di fine ottobre), Stoner non ha avuto ancora la possibilità di provare con regolarità la nuova GP9. Ma non per questo cerca scuse: "Credo che la storia dei pochi test sia una scusa un po' inflazionata. Una moto ha due gomme, un manubrio, freni, marce e un cambio" dice l'australiano, assente negli ultimi test di Jerez.
GOMME - "C'è bisogno di un po' di feeling e trovare un buon settaggio - spiega Stoner - ma quattro giorni prima di una stagione sono sufficienti".
